Meditando su Krishna ad ATENE


Un soggiorno nella capitale suggerisce intuizioni spirituali

di Tattvavit Dasa

L'anno scorso ho visitato Atene e la collina Pnice, molto interessante da un punto di vista storico, con la sua speciale atmosfera e la suggestiva vista dellAcropoli e del Partenone [in fotografia qui sopra], il tempio che ricorda a tutti la gloria e il declino dellantico mondo greco. Facendo visita a vari membri del movimento Hare Krishna e parlando di Sri Krishna, lEssere Supremo, con alcuni greci contemporanei ho notato una notevole somiglianza tra la Grecia classica e la cultura vedica dellIndia. Secondo Srila Prabhupada, la letteratura classica vedica fa un paio di riferimenti alle antichissime relazioni tra India e Grecia. Ecco perch gli insegnamenti di Krishna sulla trasmigrazione delle anime, la creazione e limportanza di capire le cause ultime e le verit assolute si trovano tutte chiaramente riflesse nella filosofia e nella cosmologia di Platone. 


LAnima 

Nella Routledge Enciclopedia of Philosophy Tad Brennan scrive:

Lidea che lanima  il vero luogo della personalit, che il suo benessere  enormemente pi importante di quello del corpo, che ... essa sopravvive alla morte, che viene giudicata per le sue azioni e pu reincarnarsi, che il destino postmortem dellanima motiva le persone a dedicarsi ad una vita terrena virtuosa  per tutte queste affermazioni di Socrate ci sono quelle precedenti dei Presocratici. 

Anche nella Bhagavad-gita c un precedente per queste affermazioni di Socrate. Krishna afferma che noi siamo Sue parti e che la nostra trasmigrazione nei vari corpi avr fine quando ci comporteremo naturalmente come Suoi diretti servitori. Ognuno di noi ha una relazione speciale con Dio e se Lo seguiamo in modo appropriato, sviluppiamo amore per Lui. Gli antichi greci non possedevano la raffinata teologia della letteratura vedica, ma i cittadini di Atene si sono conformati alle leggi per amore della loro citt e della loro patrona, Athena, la vergine guerriera, dea dellarte, della sapienza e delle invenzioni (il termine greco parthenos significa vergine). 


La Creazione

Riflettete sugli affascinanti paralleli tra la presentazione vedica della creazione e la cosmologia di Platone. La tradizione vedica descrive i Veda come la copia delle indicazioni fornite da Krishna a Brahma, il creatore delegato delluniverso. Lo Srimad-Bhagavatam spiega che il radioso cielo spirituale impersonale, il brahmajyoti, contiene i semi di tutte le specie. I semi provengono da Krishna, come Egli dice (Bhagavad-gita 7.10, 10.39): Io sono il seme originale di tutti gli esseri ... il seme generatore di tutto ci che esiste. Il brahmajyoti, laspetto impersonale della Verit Assoluta, riposa su Krishna (Bhagavad-gita 14.27), laspetto personale e pi completo della Verit Assoluta ovvero la fonte di ogni cosa. Brahma genera luniverso dai semi del brahmajyoti, come descrive Prabhupada nel suo commento allo Srimad-Bhagavatam (2.5.11): Come un piccolo seme contenuto nel frutto di un baniano ha in s la potenza di creare un immenso albero baniano, cos il Signore, con la potenza del Suo brahmajyoti (svarocisa), sparge uninfinita variet di semi che saranno affidati a esseri come Brahma affinch possano svilupparsi. 

Brahma non pu creare i semi, ma pu far crescere da essi gli alberi, proprio come un giardiniere annaffia le piante e gli alberi del suo orto per stimolarne la crescita. Nello stesso modo Platone descrive un dio creatore che avendo la visione di una sorgente originale impersonale esistente di per s e di un mondo di Forme ideali immutabili  capace di manifestare quelle Forme nella materia preesistente. [Vedi linserto Le Presentazioni della Creazione in Platone e nei Veda] Platone conclude che tutte le Forme devono avere ununica fonte originale, la Forma di tutte le Forme, lessenza di tutte le essenze. Chiamando questa la Forma del Bene, del Vero e del Bello, Platone esamina questi valori assoluti.

La Comprensione della Verit Assoluta 

Frederick Copleston, un sacerdote gesuita che scrisse una storia della filosofia in nove volumi durante la met del 1900, pensava che il punto principale di Platone sulle Forme fosse questo: Riflettendo in modo razionale, possiamo certamente giungere a conoscere i valori, gli ideali e gli scopi oggettivi che hanno un vero fondamento trascendentale. Gli scopi e i valori trascendentali sono una dimensione della Verit Assoluta e ricercarli  unesperienza essenziale per gli uomini, sia che lo facciamo riflettendo sia imparando una storia sacra dai guru o dai filosofi virtuosi. Il Vedanta-sutra (scritto da Srila Vyasadeva, lincarnazione letteraria di Krishna) dice athato brahma jijnasa: La vita umana  fatta per fare domande sulla natura della Verit Assoluta. Non possiamo permetterci di rifiutare a priori, scrive Copleston, la nozione che quello che c di ordine e di intelligibilit in questo mondo abbia un fondamento oggettivo in una Realt invisibile e trascendentale. 
Se si rifiuta la trascendenza, lintelligenza non va oltre il bisogno di mangiare, dormire, fare sesso e difendersi. Perci il s eterno rimane legato a vite ripetute causate dalla gratificazione dei sensi. 


La Generazione delle Specie 

Platone afferma che il dio creatore fece le stelle, i pianeti e gli dei celesti e assegn loro il compito di modellare le parti mortali delle varie anime. Nello stesso modo, il Bhagavatam dice che Brahma affid ad alcuni esseri elevati il compito di generare i corpi materiali per le varie specie di vita. Evidentemente, le persone nei tempi antichi avevano una visione molto diversa della creazione da quella dominante nel mondo di oggi e il punto di vista dei greci era ampiamente conforme alla tradizione vedica. Il mio amico Sadaputa Dasa (il matematico Richard L. Thompson) ha scritto sui tempi antichi e il suo brano apparve in questa rivista: Lantico scrittore greco Aratos narra una storia a proposito della costellazione di Virgo o della Vergine. Egli dice che Virgo pu essere appartenuta alla specie delle stelle, le antenate delle stelle antiche. Nei tempi primordiali, nellEt dellOro, essa viveva tra gli uomini sotto forma di Giustizia personificata ed esortava la gente a confermarsi alla verit. 

A quei tempi la gente viveva pacificamente, senza ipocrisie o discordie. In seguito, nellEt dellArgento, Virgo si nascose tra le montagne, ma occasionalmente scendeva e rimproverava la gente per la sua malvagit. Infine venne lEt del Bronzo. Gli uomini inventarono le spade e assaggiarono la carne delle mucche e furono i primi a farlo. A questo punto Virgo vol via nel cielo; cio, se ne and nel regno celeste. Segu lEt del Ferro.  degno di nota che il racconto di Aratos indichi chiaramente che mangiare la mucca  un atto colpevole che impedisce allumanit il contatto diretto con gli esseri celesti. Questo dettaglio si adatta bene alle antiche tradizioni indiane della protezione della mucca, ma  sorprendente nel contesto della cultura greca o europea. La storia di Virgo dimostra che i greci, come gli indiani, possedevano una fede molto diffusa in una successione di quattro ere. Krishna dice che mille cicli di quattro ere costituiscono un giorno di Brahma (Bhagavad-gita 8.17) e il Surya-siddhanta, il testo vedico di astronomia, calcola la durata del suo giorno in 8,6 bilioni di anni.

Antichi Scenari 

Srila Prabhupada cita riferimenti dei testi vedici sulle relazioni tra Grecia e India. Dice che per molte ragioni antichissimi popoli culturalmente avanzati migrarono verso lEuropa dalla grande India (che comprendeva il Caucaso). Per esempio, quando lavatara Parasurama inizi ad uccidere gli ksatriya (i governanti) del subcontinente che si erano degradati, moltissimi di loro fuggirono verso lEuropa ed alcuni si fermarono tra lEuropa e lAsia, in Turchia e in Grecia. Forse una volta la Grecia e lIndia condividevano una cultura comune che comprendeva conoscenze di filosofia e di astronomia (due libri di Sadaputa studiano luniverso geocentrico cos visto da entrambe). Col passare del tempo, si sarebbero sviluppate grandi divergenze culturali, ma molti aspetti culturali comuni possono essere rimasti come risultato di una comune radice e di successivi contatti. 

Prabhupada diceva che i greci mantennero una connessione con la cultura dellIndia grazie alla loro adorazione degli dei, molti dei quali assomigliano chiaramente agli esseri celesti menzionati nei Veda. Edwin Bryant, un professore di religione dellUniversit di Rutgers, scrive: La prova archeologica pi antica di Krishna come essere divino (sotto il nome di Vasudeva)  la colonna di Eliodoro nel Besnagar, nellIndia nord-centrale, che risale a circa 100 anni A.C. Liscrizione sulla colonna  sorprendente perch rivela che in quel periodo alcuni stranieri erano stati convertiti alla religione Bhagavata [di Krishna]  Eliodoro era greco. Questo sembrerebbe suggerire che la tradizione di Krishna era importante e prestigiosa tanto da attrarre un potente inviato straniero a convertirsi alla fine del secondo secolo A.C. Dopo la caduta di Roma, dopo lincendio della famosa biblioteca di Alessandria e la generale distruzione delle testimonianze dellantico passato, i rapporti tra i greci e gli indiani diminuirono e furono oscurati. 

Studi recenti di quei rapporti sono La Forma del Pensiero Antico: Studi Comparati sulla filosofia della Grecia e dellIndia di Thomas McEvilley e La ricerca delle Origini della Cultura Vedica: La Disputa sullEmigrazione Indo-Ariana di Edwin Bryant. Per varie ragioni, nel corso di due millenni, lOccidente si  differenziato dallantico pensiero greco per sradicare alla fine il sistema filosofico di Platone. Oggi per gli occidentali che studiano Platone possono acquisire una certa conoscenza della propria storia e nuove comprensioni del pensiero antico che ha formato il loro modo di pensare. In India, la storia delle idee  cambiata meno. Quindi, ora che gli insegnamenti di Krishna si sono diffusi in tutto il mondo, gli occidentali incontrano unantica visione del mondo molto diversa dalla propria  una visione che ispira il progresso spirituale, lo scopo pi elevato della vera cultura.

La recensione di Tattvavit Dasa del testo La Visione Mondiale del Personalismo: Origini e Sviluppo di Jan Olof Bengtsson  stata pubblicata nel primo numero dello ISKCON Studies Journal.


La presentazione della creazione 
in Platone e nei Veda
di Ravindra Svarupa Dasa

Platone, nel suo dialogo sulla cosmologia, il Timeo, espone con chiarezza il concetto che c unorigine ultima di tutto esistente di per se stessa. Questa idea dellorigine ultima o quello che i Vaisnava chiamano la Verit Assoluta, contiene lidea di Platone di un regno immutabile delle Idee o Forme ideali. Nel regno delle Forme di Platone non ci sono individui ma piuttosto una serie di essenze astratte, ognuna delle quali corrisponde a un nome di classificazione. Per esempio, non ci sono mucche o esseri umani in senso fisico, ma c una singola Forma per la mucca e una per l'essere umano. La parola mucca corrisponde a un'essenza oggettiva di "mucchi-cit". Perci tutte le entit individuali indicate col termine mucca devono condividere un'essenza comune. 
Secondo Platone, questa essenza ha unesistenza eterna indipendente da tutte le mucche particolari. Le mucche possono andare e venire, ma la Forma di mucca rimane e si trova con altri tipi di essenze astratte in un regno pi elevato delle Idee. (Incidentalmente, la dottrina filosofica secondo cui le essenze o i referenti di nomi di classificazione, in un modo o nellaltro, esistono oggettivamente al di fuori della mente,  detto realismo). C una certa verit nel realismo di Platone. Il regno delle Forme sembra corrispondere strettamente a ci che le tradizioni vediche considerano esistente, cio i Veda stessi. Si dice che i Veda sono eterni, mentre il mondo materiale  temporaneo. Com possibile se nei Veda ci sono i nomi delle entit temporanee (Indra, Candra e altri esseri celesti), che vengono tutte distrutte durante la dissoluzione? La risposta  che questi nomi ed altri nomi come albero e mucca sono nomi di tipi o piuttosto di archetipi, che si manifestano in entit particolari concrete ogni volta che c una creazione.Perci i Veda contengono le copie e le istruzioni di assemblaggio per ogni creazione nel mondo materiale. Brahma, il creatore creato, si assorbe nei Veda e cos ispirato, manifesta il mondo materiale.  interessante che anche il Timeo di Platone ipotizzi un dio creatore, conosciuto in greco come demiurgo, il quale ha una visione dellorigine ultima esistente per se stessa e delle Forme e pu manifestare quelle Forme nella materia preesistente, imponendo cos un ordine al caos. Secondo lo Srimad-Bhagavatam, Brahma ha una visione diretta simile del mondo spirituale: Vaikuntha e Goloka Vndavana (com detto nella Brahma-samhita). Platone per non d alcuna indicazione di conoscere un regno di variet trascendentale. La sua Verit Assoluta  descritta in termini impersonali. Il regno di Platone delle Forme ideali, che  subordinato a quella Verit, non corrisponde perci al mondo spirituale, sebbene sembri strettamente parallelo ai Veda.  possibile anche trovare una certa corrispondenza tra le Forme di Platone e la potenzialit creativa latente in Brahma, o brahmajyoti, lo splendente cielo spirituale impersonale. I Veda insegnano che il brahmajyoti contiene i semi di tutte le specie del mondo e che Brahma crea facendo manifestare i semi. Ogni seme (bija) sembra simile a una Forma di Platone, perlomeno come queste Forme sono comprese nel tardo Neoplatonismo, secondo il quale esse possiedono una potenza creativa. Con un metodo di astrazione, Platone arriva allidea di un regno che contiene una molteplicit di Forme ideali o essenze astratte separate. Egli porta questa ascesa speculativa anche oltre e conclude che tutte queste Forme devono avere una sola e definitiva origine, che  la Forma delle Forme stesse. Per esempio, ogni singola mucca  una mucca in virt della sua partecipazione alla Forma della mucca. Nello stesso modo ogni Forma  tale grazie alla sua partecipazione alla Forma delle Forme. Cos il metodo dellastrazione viene portato ad un livello finale oltre la Forma di tutte le Forme, lessenza di tutte le essenze. Platone chiama questa la Forma del Bene. Infatti a questa origine definitiva vengono dati tre nomi: il Bene, il Vero e il Bello. Questa triplice caratterizzazione corrisponde molto da vicino a quella vedica del Brahman come sat (il Bene), cit (il Vero) e ananda (il Bello). La Forma del Bene  perci estremamente astratta. Come origine di tutto pu essere definita solo col metodo della negazione. Essa  completamente ineffabile e inesprimibile con le parole. Allapice dellontologia di Platone c una versione quasi standard del ben noto Assoluto impersonale. La Forma del Bene  perfetta, autosufficiente, autocontrollata e non necessita altro che se stessa. Eppure trabocca come se fosse effervescente e fuori dallimmutabile Uno si trasferisce nel mondo delle cose mutevoli. Ecco una singola entit senza nome, n forma, n diversit, n molteplicit di alcun tipo e poi da essa, in una caduta lontana dalla perfezione, sgorga una molteplicit: allinizio composta da essenze astratte, il regno delle Forme. Quelle Forme poi generano unulteriore molteplicit e si manifestano in un mondo materiale grossolano dindividui concreti.

Ravindra Svarupa Dasa si  laureato in religione alla Temple University ed  un GBC dellISKCON. Questo articolo  tratto da un articolo pubblicato nellISKCON Communication Journal, n. 12. 


Satyaraja Dasa, discepolo di Srila Prabhupada, un editore associato di BTG. Ha scritto pi di venti libri sulla coscienza di Krishna e abita vicino a New York City.

